
Ultimamente si stanno leggendo sempre più critiche sulla sicurezza di Microsoft da parte dei sostenitori dell’opensource. Secondo me è giusto evidenziare i problemi (magari anche quelli di Linux quando ne escono) ma dobbiamo ricordarci che è anche grazie a Microsoft che l’informatica è uscita dalla nicchia delle sale server e delle aziende ed ha raggiunto il grosso della popolazione. Però una cosa è certa se è vero che Microsoft ha dato il PC al popolo (se così si può dire) ha anche creato una situazione di forte rischio, rendendo di fatto insicura la stessa infrastruttura di base. Attenzione non mi riferisco solo alle vulnerabilità più o meno grandi presenti nei pacchetti Microsoft (quelle le abbiamo anche noi volenti o nolenti) ma proprio ad un problema di base molto diffuso: tutti (o almeno la maggior parte) degli utilizzatori Windows solo perchè sanno aprire il pannello di controllo si sentono sistemisti navigati. Questo è un grosso pericolo un conto è usare un computer, magari installarsi una stampante o un programma, un altro è amministrarlo. Anni fa (e neanche poi troppi) in una azienda a nessun utente sarebbe venuto in mente di configurarsi o reinstallarsi un PC, ma nemmeno farsi da solo i salvataggi o installarsi una periferica (e non è che fosse molto più difficile di oggi) perchè esistevano figure preposte a farlo. Lo stesso valeva in casa: chi acquistava un PC lo acquistava configurato in un certo modo e così lo usava. Ora non voglio dire che sia necessario portare il PC di casa in un centro assistenza per isntallare un mouse o una stampante, ma certe funzioni che una volta erano demandate a persone competenti sono oggi gestibili da chiunque.
E purtroppo la stessa cosa sta accadendo anche con Linux: oggi installare un server FTP o Apache su Linux è un operazione banale, ma poi quanti sono in grado di gestirlo in modo corretto, verificando che le configurazioni non lascino aperti varchi di sicurezza o abbiano bug magari stranoti fra i sistemisti. E non parlo solo di installazioni domestiche ma anche piccole aziende o uffici che lasciano i loro server nelle mani dell’amico o del cugino che perchè sa far partire un liveCD di Ubuntu si sente un grande hacker. Secondo me si dovrebbero creare 2 versioni distinte delle varie distribuzioni: una orientata al desktop che punti tutto sulla semplicità d’uso e sulle funzionalità utili agli utenti, e una dedicata ai server ed ai servizi di rete incentrata sulla sicurezza e sulla versatilità, altrimenti rischiamo fra 3-4 anni di trovarci nella condizione di Windows per quanto riguarda la sicurezza, che ricordiamoci non è solo messa a rischio dai virus.

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