

Ieri è stata rilasciata Fedora 10, la nuova versione della nota distro di casa Red Hat. Il nome in codice è “Cambridge”, ed è disponibile in tre formati: un DVD da 4,3 Gbyte, un set completo di 7 CD con GNOME, ed un Live CD da 650 MB con GNOME o KDE. L’attesa era tanta, Fedora è infatti una delle distribuzioni Gnu/Linux più utilizzate, e più apprezzate. Suonano comunque strane le dichiarazioni rilasciate da Paul Frields, leader del Fedora Project, in un intervista su InternetNews, secondo cui Fedora sarebbe la distribuzione Gnu/Linux più diffusa con 9.5 - 10.5 milioni di utenti (qui trovate l’articolo). Numeri a parte, ecco le principali novità di Fedora 10:
• Il kernel Linux 2.6.27
• GNOME 2.24.1, KDE 4.1.2 o LXDE
• L’introduzione di Plymouth, un nuovo sistema d’avvio grafico, al posto di Red Hat Graphical Boot (RHGB). Plymouth riduce i tempi di caricamento (grazie alla nuova funzione Kernel Mode-Setting) e ne migliora l’aspetto, permettendo anche di personalizzarne il look
• Il migliore supporto hardware di webcam, stampanti e telecomandi ad infrarossi, sia collegati direttamente che via network
• L’installazione automatizzata di codecs, driver e fonts; quando si apre un file multimediale PakageKit ricerca automaticamente i codecs mancanti.

• Vari miglioramenti dal punto di vista della sicurezza, come l’introduzione di Sectool, che permette di effettuare 30 test di sicurezza e di controllare praticamente tutto dal bootlaoader a SELinux.
• Un nuovo tool per la configurazione delle stampanti

• La nuova tecnologia di connection sharing che, grazie al NetworkManager, permette di condividere la connessione tramite rete wireless ad-hoc

• L’introduzione e l’aggiornamento dei principali software Open Source: OpenOffice.org 3.0.0.9, Firefox 3.02, GIMP 2.6, ecc
• Il migliorato supporto alla virtualizzazione: Xen, KVM e molte altre piattaforme di macchine virtuali
• E tanto altro
Insomma, tantissime novità. Qui trovate le note di rilascio e qui la pagina dei download. Fedora è un’ottima distribuzione a prescindere dal numero degli utenti. Le cifre non fanno altro che aumentare la frammentazione del panorama Gnu/Linux, aizzando futili contese su quale sia la distribuzione migliore. Non esiste una verità assoluta, dipende tutto dalle necessità che si hanno e da come si è abituati.
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