

Tempo di Linux Foundation End User Collaboration Summit, tempo di novità sul fronte dei filesystem per il pinguino. Durante il recente evento organizzato dalla Linux Foundation, Ted Tso ha infatti offerto una panoramica sui due filesystem che, con molta probabilità, troveranno spazio sui nostri sistemi entro i prossimi anni: Ext4 e Btrfs.
Il primo, come già sappiamo, è basato sullo stesso codice di Ext3, è retrocompatibile, risulta più scalabile ed offre migliori performance ma il suo design soffre di limitazioni difficili da superare senza rompere la compatibilità con le versioni precedenti. Btrfs, dopo essere nato in seno ad Oracle, è ora un progetto portato avanti anche da Red Hat, HP ed IBM e sarà in grado di fornire tutto quello che non può implementato in Ext4.
Seguendo i trend dei filesystem più recenti, Btrfs offrirà (una volta completo) supporto a funzionalità come storage pool, snapshot ricorsivi accessibili in scrittura (writeable recursive snapshots), controllo e recupero veloce dei file in caso di danneggiamento del filesystem, semplicità di gestione anche in presenza di numerosi dischi e backup incrementali (a livello di filesystem).
Ext4 è già presente nel ramo principale di Linux come filesystem di sviluppo ed è vicino all’essere indicato come stabile: Fedora 9 lo include come technology preview e Fedora 10 ne renderà ancora più semplice l’utilizzo (anche se Ext3 rimarrà il filesystem di default).
Per quanto riguarda Btrfs, invece, Andrew Morton lo vorrebbe nel ramo principale di Linux entro la versione 2.6.29, anche se per qualche rilascio dovrà essere indicato come sperimentale: secondo il noto sviluppatore l’inclusione permetterebbe a Btrfs di ricevere molta più attenzione e ciò non potrebbe che fargli bene. Sempre secondo Morton, in futuro le maggiori distribuzioni adotteranno Btrfs come filesystem di default.
via | Slashdot
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