linux Installare Linux: creare bene le partizioni oggi per evitare problemi domaniInstallare Linux: creare bene le partizioni oggi per evitare problemi domani

Di Matteo | Ott 6, 2008
Stampa questo post Stampa questo post Articolo originale

Dopo tanti anni in cui sono andato avanti a forza di upgrade, nel fine settimana mi sono finalmente deciso a cambiare completamente il PC fisso di casa: il nuovo arrivato è un Wellcome Creator V756BP, acquistato dal mio spacciatore hardware di fiducia.

La prima cosa da fare, per un utente Linux come me, è piallare il sistema preinstallato per passare a Ubuntu 8.10 (la cui versione definitiva uscirà a giorni). Avendo una licenza di Windows Vista Business (di cui è possibile anche fare il downgrade a Windows XP Professional), probabilmente la installerò all’interno di una macchina virtuale, ma di questo parlerò in un altro post, un giorno.

Il primo, vero problema di una nuova installazione è la scelta del partizionamento: pensarci bene fin dall’inizio ci risparmia un sacco di problemi futuri, sia in caso di aggiornamenti che di prove che volessimo fare.

Lo schema che uso ormai abitualmente è questo:

  • 20GiB: filesystem Ext3, montato su /
  • 20GiB: filesystem Ext3, montato su / in alternativa al primo
  • 8GiB: swap (memoria virtuale)
  • resto del disco: filesystem Xfs, montato su /home

Perchè due partizioni di root? questo schema mi permette di provare agevolmente nuove distribuzioni (installandole sulla partizione root inutilizzata) o di gestire i passaggi di versione di Ubuntu senza perdere la versione precedente, che rimane utilizzabile in caso di necessità.

Per fare un esempio, nel momento in cui esce una nuova versione di Ubuntu (o comunque considero la alpha/beta abbastanza stabile) cosa faccio?

  • Faccio un bel backup della mia home (giusto perchè non si sa mai).
  • Installo da zero la nuova versione nella partizione root inutilizzata, che riconoscerà e inserirà nel boot loader anche quella vecchia. La partizione /home sarà sempre la stessa.
  • Avvio la nuova distribuzione: il mio utente dovrebbe già avere le impostazioni corrette (visto che stanno in /home), o quasi.

Nel momento in cui mi accorgessi che la nuova versione non mi piace, o non è abbastanza stabile, o comunque per qualche motivo volessi tornare a quella vecchia, non dovrei fare altro che ripristinare il backup fatto in precedenza (salvando eventuali nuovi dati creati) e ripartire dalla vecchia partizione di root, che non è stata toccata dalla nuova installazione. Semplice, vero? Con Windows come si fa? ;)


Ti è piaciuto l'articolo, eh? OFFRIMI UNA BIRRA! (è sufficiente essere iscritti a Paypal o avere una carta di credito, anche Postepay)



Guadagnare con il tuo blog? Prova a Linklift (per vendere link testuali a un prezzo fisso mensile) o AdRight (un'alternativa italiana a Google Adsense) Tags: Linux

Post correlati

Lascia un commento

Se vuoi inserire un commento, per favore completa il form sottostante.

Nome (obbligatorio)

Email (obbligatorio)

Sito Web

Commenti

© 2008 - 2009 Tuttolinux - novità ed articoli dal mondo del pinguino !
Tutti i contenuti © dei rispettivi autori. Leggi questo per ulteriori informazioni.
Creative Commons LicenseIl contenuto di questo sito web è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Warning: stristr() [function.stristr]: Empty delimiter in /home/.nine/luckylinux/tutto-linux.com/wp-content/plugins/wassup/wassup.php on line 2093