
Ubuntu è senz’altro la distro più famosa e conosciuta. Tutti ne parlano, chi bene e chi male, ma chi ha ragione?

Ubuntu: Linux for Human Beings
Questa definizione a prima vista io la interpreto così: “Ubuntu è una distro pensata per essere usata con facilità da tutte le categorie di utente”. Il problema è che ciò non è realizzabile, pensate ad esempio ad un utente windows interessato solo a navigare in internet e scrivere documenti e ad un utente che si occupa di sviluppo software: il primo si troverà bene con un sistema facile da usare, con un look accattivante e non si preoccuperà più di tanto della stabilità del sistema o delle sue performance, il secondo vorrà un sistema prima di tutto funzionale, probabilmente preferirà un sistema scarno ma pratico ad uno accattivante ma lento o instabile.
Proviamo allora a rivedere l’interpretazione della definizione: “Ubuntu è una distro pensata per gli utenti comuni”. Questa interpretazione forse è più aderente alla realtà, Ubuntu è una distro che si adatta bene (anche se non perfettamente) agli utenti che non conoscono nulla di linux ma sono stufi dei problemi di windows, che vogliono un sistema funzionante senza il minimo sforzo (i famosi 7 click per installarla), e che si accontentano di utilizzarla così com’è.
Io ho installato Ubuntu ad un mio amico che rispecchia fedelmente la definizione data sopra e finora (ormai è passato più di un anno) non ha avuto nessun motivo per lamentarsi, anzi è contentissimo di non doversi più preoccupare dei virus e delle problematiche tipiche di windows, si trova perfettamente a suo agio con openoffice e con firefox, con mplayer e con thunderbird, ed ignora completamente cosa sia la shell o cosa sia il kernel.
Pensando a questa mia esperienza credo che la mia interpretazione (la seconda) dello slogan di Ubuntu sia l’interpretazione corretta. Quindi mi domando perchè ci siano così tanti utenti (almeno a giudicare dal numero esorbitante di post sull’argomento) che prima osannano Ubuntu proclamandola la distro migliore del mondo (cosa probabilmente vera per la categoria di utenti che ho individuato sopra) e poi appena hanno un problema perchè hanno smanettato troppo si mettono a criticarla definendola una distro nata male, una porcheria o non so cos’altro.
Tutti questi utenti probabilmente fanno parte di una categoria per la quale Ubuntu non è la scelta corretta, la cosa però quantomeno strana è che tutti questi utenti (in quanto abbastanza smaliziati) dovrebbero saperlo che Ubuntu non fa per loro. A me piace incasinare il sistema, patchare il kernel per far andare le periferiche più strane e inutili, ricompilare N volte un software provando ad abilitare e disabilitare opzioni a caso fino a raggiungere il risultato voluto… e proprio per questo non mi azzarderei mai a installare Ubuntu sui miei pc, perchè gli svantaggi sarebbero sicuramente superiori ai vantaggi.
In conclusione per rispondere alla mia prima domanda, chi ha ragione?
Secondo me ha ragione chi parla bene di Ubuntu come distro consigliata per gli utenti comuni (vedi mia esperienza), mentre proprio non capisco chi si lamenta di problemi nati da suoi “smanettamenti”.

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