
Uno dei motivi più gettonati per cui Linux è poco diffuso è sempre stato la sua (presunta) difficoltà, o come si legge spesso: il fatto di “non essere ancora pronto” (cosa si intenda per “essere pronto” non l’ho mai capito).
Ma siamo davvero convinti di ciò?
Proviamo a pensare come funzionano le cose nel “mondo esterno” (come suona male!): individuiamo 2 categorie di utenti: l’utente alle prime armi e l’utente esperto.
L’utente alle prime armi
Di questa categoria fanno parte:
Un utente di questa categoria si reca nel suo negozio informatico di fiducia (ovvero un centro commerciale o un negozio di qualche famosa catena), sceglie con cura “il” commesso che lo guiderà nell’acquisto, gli fa una decina di domande casuali (il “so tutto io” ne farà qualcuna in più), non capisce una parola delle risposte del commesso, gli fa un paio di domande banali del tipo “potrò andare in internet? posso stampare quello che scrivo?”, attende con fiducia la risposta “Sì, non c’è problema” e procede estasiato all’acquisto.
Arrivato a casa l’utente disimballerà il suo nuovo amico, collegherà tutti i cavi, chiamerà a sè tutti i suoi amici e parenti più stretti e, infine, premerà il bottone d’accensione.
Da questo momento in avanti l’utente cosa farà? Navigherà in internet, scriverà e leggerà email, utilizzerà una suite per l’ufficio, giocherà a qualche giochino (presumibilmente solitario/capo minato o simili), stamperà qualche documento, magari si azzarderà ad utilizzare qualche programma di IM.
Per qualsiasi problema si rivolgerà o al negozio dove l’ha comprato oppure a qualche amico/conoscente/parente più smaliziato.
Il lavoro di setup fatto direttamente dall’utente sarà pari a zero. Il pc era già stato preconfigurato, e per qualsiasi problema si rivolgerà a terzi… e secondo chi Linux non sarebbe pronto o sarebbe troppo difficile per questo compito???
Se ad un utente di questa categoria diamo in mano un pc con linux preconfigurato (come lo è windows), sul quale non sia necessaria nessuna operazione di setup, l’utente si troverebbe perfettamente a suo agio, perchè non farebbe altro che utilizzare quei 4/5 programmi che gli servono, programmi già presenti in qualsiasi distro, e quindi non dovrebbe nemmeno preoccuparsi dell’installazione… e quindi il lavoro di setup fatto direttamente dall’utente sarebbe ancora pari a zero.
Per qualsiasi problema si rivolgerà comunque a terzi (come nel caso di windows). Anche il problema dell’hardware non compatibile è presto superato: l’utente per qualunque acquisto si rivolgerà allo stesso negozio dove ha preso il pc, quindi potrà chiedere direttamente al commesso di turno, oppure si rivolgerà a qualche amico/conoscente/parente che lo guiderà nell’acquisto e probabilmente anche nella configurazione (come accade anche con windows). Poi per quanto se ne dica, l’hardware compatibile con linux è moltissimo, è molto più facile trovare hardware compatibile piuttosto che hardware non compatibile!
Conclusioni
Le parti di Linux più tecniche o se vogliamo difficili sono l’installazione e la configurazione, ma queste stesse operazioni risultano ancora tecniche e difficili anche sotto windows e vengono evitate a pie pari dagli utenti alle prime armi (anche windows richiede il partizionamento del disco, l’installazione di rete e via dicendo). Quindi partendo dalla stessa ipotesi di acquisto di un pc preconfigurato per un utente alle prime armi non c’è differenza tra windows e linux (anzi ci sarebbe tutta la questione virus&co…)
NB: tutte le situazioni ipotizzate si rifanno direttamente alla mia esperienza di “amico che ne sa un sacco di pc” come vengo spesso apostrofato da amici/conoscenti di amici/parenti di amici. Quindi non sono campati per aria ma hanno fondamenta reali
Nella seconda parte considererò il punto di vista di un utente esperto.

Se vuoi inserire un commento, per favore completa il form sottostante.
Il contenuto di questo sito web è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.